periodo: 02 - 15 agosto 2017
durata: 13 giorni
trasporto: Aereo, auto, barca
sistemazione: Hotel
guida: Guida locale
02
Ago
partenza 02 Ago: Milano Malpensa - Madrid - Lima
15
Ago
ritorno 15 Ago: Lima - Madrid - Milano Malpensa

Francesca & Riccardo - PERU'

Un tour alla scoperta delle meraviglie del Perù, partendo da Lima, la capitale, perfetto connubio di tradizioni locali e architettura coloniale; attraverso il deserto costiero della regione di Ica, raggiungeremo Paracas, con la sua meravigliosa riserva naturale, uno degli ecosistemi più ricchi del mondo; in barca, passeremo accanto alle Isole Ballestas, "le Galapagos del Perù", e poi arriveremo a Nazca, dove sorvoleremo le sue misteriose e affascinanti linee, enormi figure scolpite nel terreno; Arequipa, la "città bianca", circondata da tre vulcani, è un importante centro culturale. Raggiungeremo Puno, sulle sponde del Lago Titicaca, perfetto esempio di antiche tradizioni sopravvissute fino ai giorni nostri; da qui, partirà la barca con cui navigheremo sul lago, tra le isole galleggianti degli indios Uros e paesaggi mozzafiato. Ci fermermo nella bella Cuzco, con i suoi eleganti palazzi coloniali, tra valli e montagne; attraverso la Valle Sacra, arriveremo ai piedi di Machu Picchu: sarà una visita memorabile!

02 agosto - 03 agosto - Milano - Lima

Arrivati a Lima, ci tarsferiamo in hotel per un po' di riposo. Nel pomeriggio, visitiamo la città.

Lima è la capitale e la città più popolata del Perù.  È il centro culturale, industriale e finanziario dell'intero Stato sudamericano. Si trova in una valle scavata dal fiume Rímac, sulla costa pacifica centrale del Perù. Poiché arriva addirittura a estendersi su aree desertiche, per alcuni è reputata la più estesa città al mondo costruita su un deserto, superando anche Il Cairo.

La cucina peruviana è quella con il maggior numero di piatti tipici a livello mondiale. Nella cultura gastronomica peruviana trovano spazio migliaia di anni di storia preincaica, incaica, coloniale e repubblicana. Si possono considerare quasi tre secoli di contributi culinari spagnoli, costumi gastronomici importati dagli schiavi della costa atlantica africana e la forte influenza degli chef francesi che fuggirono dalla Rivoluzione francese del loro paese per mettere radici nella capitale del vicereame del Perù, Lima.

Il centro storico è stato dichiarato Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988. Qui si possono ammirare i più splendidi esempi di architettura coloniale del Paese come la Cattedrale, il Convento di San Francisco e quello di Santo Domingo. Lima è inoltre una fonte inestinguibile di cultura: esempio ne è l’esistenza di una gran quantità e varietà di musei, come il Museo Nazionale di Archeologia, Antropologia e Storia e il Museo Archeologico Rafaél Larco Herrera che custodiscono tesori incaici e pre-incaici di inestimabile valore.  Racchiusi nel centro ci sono imponenti monumenti archeologici risalenti a tali periodi, come la Huaca Huallamarca e la Huaca Pucllana; fuori dalla città, si trova Pachacamac, il santuario preincaico più importante dell’intera costa, costruito nel III secolo d.C.

04 agosto - Lima - Paracas

In mattinata, visitiamo i distretti di Barranco (begli esempi di architettura coloniale) e Chorrillos, zona di spiagge, dove si trova l'unica riserva naturale cittadina, per poi proseguire lungo la Panamericana in direzione di Paracas, percorrendo il bel deserto costiero della regione di Ica. Sostiamo alle rovine di Pachacamac, per la la visita al più importante centro cerimoniale pre-incaico della costa peruviana. 

La Riserva Nazionale di Paracas è uno degli ecosistemi marini più ricchi del mondo. È caratterizzata da acque fredde, che consentono abbondanza di plancton e una grande varietà di pesci, alghe e frutti di mare. Non a caso quest’area, che si affaccia sull’Oceano Pacifico, è luogo prediletto da leoni marini, pinguini e da oltre 200 varietà di uccelli (residenti e migratori), che viaggiano migliaia di chilometri per alimentarsi e riposarsi in questa riserva. Ma la sua estensione abbraccia anche gran parte del deserto di Paracas, siti archeologici del periodo pre-Inca e isole, come quelle di Ballestas.

05 agosto - Paracas - Isole Ballestas - Nazca

Di buon mattino, ci imbarchiamo per la visita delle isole Ballestas, soprannominate “le Galapagos del Peru” per l'alta concentrazione di animali che vi nidificano; tra questi, leoni marini, pinguini, cormorani e sule dalle zampe azzurre. Al termine della visita, rientriamo in hotel, ammirando sulla costa il famoso Candelabro di Paracas, gigantesco geoglifo. 

Le Isole Ballestas, conosciute come le Galápagos peruviane, sono isole rocciose a strapiombo sul mare, raggiungibili esclusivamente in barca e non sono visitabili, proprio per tutelarne la fauna. Devono la loro fama alla straordinaria presenza di differenti specie animali: uccelli (sule, starne, cormorani del Perù, pellicani di Bougainville, gabbiani, avvoltoi…), i piccoli pinguini Humboldt, delfini, otarie e leoni marini che occupano interamente alcune delle loro spiagge. Da questa posizione sul mare è poi possibile guardare la Riserva da un’angolazione privilegiata, che regala sorprendenti panorami, come quelli dei pendii della penisola su cui si trova il famoso Candelabro di Paracas: un geoglifo a tre bracci lungo oltre 150 m, che punta verso Sud, indicando, secondo alcuni, le misteriose linee di Nazca.

06 agosto - Nazca - Arequipa

Sarà una giornata davvero emozionante, sorvoleremo le linee di Nazca; che siano semplicemente grandi figure scolpite nel roccioso deserto, simboli astronomici o “segnali” per entità extraterrestri (sono visibili solamente dall'alto), rappresentano ancora oggi uno dei grandi misteri dell'archeologia. Al termine, partiamo per un viaggio spettacolare alla volta di Arequipa.

Nel sud del Perù, in un’area desertica di 400 km², le linee di Nazca sono un complesso di oltre 13.000 tracce continue e quasi 300 tra disegni e figure geometriche, ciascuna con un’estensione variabile da un minimo di 25 a un massimo di 275 m. Avvistate per la prima volta nel 1927, a tutt’oggi costituiscono uno dei più grandi misteri dell’archeologia moderna. Difficile stabilire con certezza chi le abbia tracciate, quando e con quali tecniche. Persino più arduo decifrare il loro significato intrinseco.

Ufficialmente, gli archeologi attribuiscono la paternità dei geoglifi ai Nazca, una civiltà preincaica vissuta tra il 300 a.C. e il 700 d.C. circa. Invero, trattandosi di opere fatte di pietra e sabbia, stimarne una datazione precisa con l’esame al carbonio è una strada non percorribile. Di certo si sa che esse furono realizzate mediante la rimozione dello strato superficiale e dei ciottoli del deserto, lasciando così scoperto il fondo giallino sottostante.

07 agosto - Arequipa

Oggi visitiamo la deliziosa “città bianca”, che ospita numerose testimonianze architettoniche dell'epoca coloniale: la Plaza de Armas, la Cattedrale, la Chiesa di La Compañia ed il famoso Monastero di clausura di Santa Catalina. Visitiamo il Museo Santuarios Andinos, dove è esposta Juanita, la mummia di una giovane Inca sacrificata agli dei più di 500 anni fa sul vulcano Ampato (6.380 m) e lì ritrovata in perfetto stato di conservazione. 

Situata a 2.325 m sul livello del mare, Arequipa è circondata da tre vulcani. La moderna città di Arequipa è stata fondata il 15 agosto 1540 da Manuel de Carbajal, un emissario del conquistatore Francisco Pizarro. Un anno dopo, le fu conferito il rango di città da Carlo V di Spagna e ottenne lo stemma cittadino, che sussiste tuttora. Il centro storico di Arequipa è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel dicembre 2000, grazie all’integrità della sua architettura storica. Influenzata sia dallo stile andaluso che da quello dell’era coloniale spagnola, la sua architettura è una fusione tra le caratteristiche natie delle Ande e lo stile europeo. Gli edifici coloniali sono stati costruiti utilizzando sillar (una roccia biancastra o color perla vulcanica), da cui deriva il nome con cui Arequipa è spesso definita: “La Città Bianca”.

08 agosto - Arequipa - Puno

Attraversiamo la suggestiva Pampa Cañahuas, nella cui steppa altiplanica si possono incontrare numerose vigogne (camelidi dalla lana pregiata, della famiglia dei lama) ed ammirare bellissime terrazze, di origine pre-colombiana, che tuttora vengono coltivate dagli indigeni Collaguas; arriviamo a Puno.

Puno è stata la sede della cultura Tiahuanaco (dall’800 al 1200 d.C.), massima espressione del popolo Aymara, che si sviluppò nel territorio odierno compreso tra Perù e Bolivia; gli Incas dominarono il territorio nel XV secolo e gli spagnoli lasciarono un’importante testimonianza coloniale in tutta la zona, attratti dall’attività mineraria.

Oggi, la città di Puno (3.827 m di altitudine) è capitale del folclore peruviano e sede della Festa della Vergine della Candelora, si adagia sulle rive del Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo. I dintorni sono spettacolari: le Chullpas di Sillustani, un insieme di imponenti torri funerarie costruite dai Kollas; Juli, celebre per i suoi bei templi coloniali; Lampa, con la chiesa del periodo del vicereame, costruita tra il 1675 e il 1685; Llachón, comunità che ancora conserva costumi secolari e manifestazioni culturali e Pucará, famosa per la ceramica pre-incaica e per i “toritos de Pucará”, oggi costruiti in argilla.

Il lago, i cui abitanti hanno preservato gli antichi costumi e le tradizioni, ospita anche diverse isole. Un esempio lo costituiscono gli Uros, che vivono su “isole galleggianti”, fatte di totora, e che navigano per la zona nelle loro tradizionali imbarcazioni, anch’esse fatte di totora. Taquile, Suasi e Amantaní sono rinomate per l’amabilità degli abitanti e per le antiche tecniche di tessitura, per le costruzioni precolombiane e i meravigliosi paesaggi.

09 agosto - Lago Titicaca

Navighiamo sul Lago Titicaca, toccando prima le curiose isole galleggianti degli indios Uros; interamente costituite da canne di totora, ospitano comunità intere di più famiglie che vi trascorrono l'intera loro esistenza. Successivo sbarco sull'Isola di Taquile, dove potremo visitare la comunità di indios Aymara, che vive secondo tradizioni tramandate da secoli; il paesaggio è caratterizzato da spettacolari montagne, terrazze pre-incaiche e piante di eucalipto. 

Esteso dal sud-est del Perù alla Bolivia occidentale, il Lago Titicaca è la culla della civiltà Inca ed è il lago navigabile più alto al mondo (circa 3.810 m), nonché il più esteso del Sudamerica. È lungo 196 km, con una larghezza media di 56 km ed una profondità media di 107 m. Le sue acque sono fredde e caratterizzate da un blu intenso, che crea uno straordinario contrasto con l’aridità dell’Altipiano.

L’origine del nome Titicaca è sconosciuta. Gli abitanti che vivono sulle sponde del lago hanno tradizionalmente interpretato la forma del lago come quella di un puma che caccia un coniglio, dandogli il nome di “Puma di Roccia”. “Titicaca” unisce le parole delle lingue locali: Quechua e Aymara.

Secondo la mitologia Inca, Manco Capac e Mama Ocllo emersero dalle profondità del Lago Titicaca per creare Cusco. Tutto il lago era infatti un luogo sacro.

Il lago è punteggiato da 41 isole, alcune delle quali sono densamente popolate.

10 agosto - Puno - Cuzco

Ci trasferiamo a Cuzco, con qualche sosta per effettuare alcune visite a siti archeologici (Pucara e Raqchi, con le rovine di Huari e il bel tempio di Viracocha) e alla cappella di Andahuayllas, dalla bella volta affrescata. 

La città di Cuzco è bella, affascinante, circondata da valli e montagne: El Sol, la via principale e la più trafficata, l’attraversa, mentre mille viuzze permettono di esplorarne l’animo antico e intimo. Dichiarata nel 1983 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Cuzco è considerata da molti la capitale archeologica di tutto il Sudamerica, dove l’architettura Inca si fonde con quella coloniale spagnola, la nazione che scoprì questo gioiello e come è noto portò avanti una delle pagine più cruente della storia coloniale. Si pensa che furono proprio la sua ricchezza e magnificenza a dare vita al mito di Eldorado.

La città è circondata da importanti resti archeologici, primo fra tutti il Machu Picchu, insieme alla fortezza di Saqsaywaman, al complesso di Ollantaytambo e ai pittoreschi villaggi di Calca, Yucuay e Pisaq.

11 agosto - Cuzco - Maras - Valle Sacra - Machu Picchu

Percorriamo la Valle Sacra del fiume Urubamba per visitare i suoi villaggi, i suoi mercati, i suoi siti archeologici; ovunque gli incas hanno edificato cose memorabili, ovunque gli spagnoli, nel tentativo di imporre la loro supremazia culturale, le hanno inglobate in costruzioni dall'inconfondibile stile europeo dell'epoca. Visitiamo il mercato indigeno di Pisac, dove è possibile fare ottimi acquisti, e successiva visita delle saline di Maras, risalenti all'epoca Inca e ancora attive e della fortezza di Ollantaytambo, ultimo baluardo della difesa inca contro gli spagnoli. Dalla stazione ferroviaria di Ollantaytambo, si prende il treno che porta al paesino di Aguas Calientes, subito a valle delle famose rovine di Machu Picchu. 

La Valle Sacra era il principale centro per l’estrazione di ricchezze naturali dell’Impero Inca e una delle aree più importanti per la produzione di grano in Perù. Gode di un ottimo clima, terre fertili ed è bagnata dalle acque del fiume sacro degli Inca, il Vilcanota (che in Quechua significa “sacro” o “meraviglioso”).

Nella Valle Sacra è impossibile non ammirare le tecniche agricole avanzate adottate dagli Incas, note come “andeneria” (terrazzamenti agricoli): piattaforme composte da molti piccoli appezzamenti di terra, disposti a gradini sulle colline dove venivano seminate le colture. Queste terre erano inoltre luoghi di culto della Pachamama (Madre Terra).

Nella Valle si trovano numerose rovine Inca come Ollantaytambo, Pisaq, e Moray. Inoltre, si trovano due dei più importanti mercati artigianali della regione di Cusco: Pisaq e Chinchero.

12 agosto - Machu Picchu - Cuzco

Visitiamo la meravigliosa cittadella di Machu Picchu, giunta fino a noi in eccezionale stato di conservazione, poiché risparmiata dall'intervento spagnolo, che mai individuò la sua posizione. Templi, abitazioni, magazzini, terrazze, gradinate, acquedotti e osservatori solari ed astronomici, fanno di Machu Picchu una delle meraviglie del mondo. 

Per gli Inca, la Valle di Urubamba era la porta della foresta, l’antisuyu. Il fiume che l’attraversa era un tempo conosciuto come Willka Mayu (Fiume  del Sole o fiume sacro) e il nevaio che lo origina era chiamato  Wikklan Uta (Casa del Sole o Casa Sacra). Il culto solare era, quindi,  ancestrale nella zone. La fondazione di Machu Picchu risalirebbe proprio all’epoca del governo di Pachacutec , il primo Inca a lasciare Cusco per conquistare nuove regioni, assoggettando la Valle di Urubamba, che divenne l’insediamento privilegiato della nobiltà Inca.

Tale ipotesi è avvalorata dalla datazione del carbonio 14, dalla fattura della ceramica e dalla totale assenza di evidenze archeologiche pre-Inca. È situata a poco più di 100 km a nord-est della città di Cusco, che fu capitale dell’Impero Inca, a oltre 2.350 m di altezza, e la sua estensione raggiunge quasi 1 km. Attorno alla “città perduta” degli Inca, così chiamata poiché è rimasta celata al mondo intero per oltre 4 secoli, prima di essere scoperta nel 1911, ruotano una marea di ipotesi: per alcuni sarebbe stata una città amministrativo-religiosa, forse un santuario dedicato alle Sacre Vergini del Sole (dato che la popolazione, in base ai resti umani ritrovati, era costituita all’80% da donne); secondo altre ipotesi, la città era una residenza stagionale del nono Inca Pachacutec, primo re ad estendere i suoi domini oltre la valle, oppure la dimora occasionale del sacerdote Cuzco e del suo seguito. Nella città vi erano delle vere e proprie scuole, con aule adibite allo studio degli astri, e si praticavano riti effettuati dagli Amautas, sacerdoti con elevate conoscenze dei meccanismi celesti, come equinozi e solstizi, per cui potrebbe essere nata come città-osservatorio, in cui effettuare studi astronomici.

13 agosto - Cuzco - Lima

Visitiamo la città di Cuzco (da “qosqo”, l'ombelico del mondo secondo gli Incas, che qui edificarono la loro capitale). L'ariosa Plaza de Armas, sulla quale si affacciano alcuni tra i migliori esempi di architettura coloniale costruiti su fondamenta incaiche: la cattedrale del XVII secolo e il tempio di Koricancha. La visita prosegue ai siti di fortezze e templi di epoca inca fuori città: Kenko, tempio religioso dalla complessa architettura, Puka Pukara (o fortezza rossa) ed infine Sacsayhuaman, mirabile fortezza posta a difesa della città. Nel tardo pomeriggio, prendiamo il volo per Lima.

14 agosto - Lima - Milano

Oggi, purtroppo, lasciamo il Perù...

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